16 Febbraio 2026

"Infermieri equiparati agli elettricisti". Il caso degli ospedali di Monza e Brianza

La denuncia arriva dal segretario Nursind Lombardia e membro della direzione nazionale del sindacato, Donato Cosi. Nel mirino la mancata differenziazione di trattamento per il salta riposo e la strategia dell'assessore regionale al Welfare Bertolaso di reperire personale all'estero

Di NS
"Infermieri equiparati agli elettricisti". Il caso degli ospedali di Monza e Brianza

Infermieri che mancano. Da nord a sud della Penisola è questo il problema, ormai purtroppo cronico, che affligge la sanità italiana (oltre che mondiale). Un allarme di fronte al quale però soluzioni ancora non se ne vedono. A parte l'idea di reperire personale straniero. Una misura tampone, come lo stesso ministro della Salute Schillaci ha dovuto riconoscere. La Lombardia, da questo punto di vista, non fa eccezione: anche qui l'assesore regionale al Welfare cerca di sopperire così alla grave carenza di professionisti. Da queste parti, però, la situazione è diventata ancora più insostenibile. Oltre che "paradossale", come l'ha definita il segretario regionale (e componente della Direzione nazionale) del Nursind, Donato Cosi, denunciando il caso degli ospedali di Monza e Brianza.

 

IL DANNO OLTRE LA BEFFA: IL CASO DEL TRATTAMENTO SALTA RIPOSO
“In Lombardia c’è una situazione quasi paradossale. Mancano infermieri, è da quasi dieci anni che lo diciamo. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso li cerca in giro per il mondo. Persino dal Sudamerica non accettano, perché negli ospedali italiani si guadagna troppo poco per decidere di lasciare casa. Ma in Brianza succede ancora di peggio: non solo mancano gli infermieri, ma quelli che ci sono, invece di essere incentivati vengono umiliati, ricevendo lo stesso trattamento di chi in ospedale lavora, ma non con le stesse responsabilità e competenze professionali. Quando abbiamo chiesto una differenziazione di trattamento per il salta riposo, la nostra richiesta è stata rigettata e gli infermieri che lavorano all’Irccs San Gerardo dei Tintori e all’Asst Brianza ricevono lo stesso trattamento ricevuto, per il salta riposo, da un elettricista in forza all’ospedale. Quando abbiamo chiesto una differenziazione di trattamento per il salto riposo, la nostra richiesta è stata rigettata e gli infermieri che lavorano all’Irccs San Gerardo dei Tintori riceveranno lo stesso trattamento economico di un ausiliario e, peggio ancora, per quelli della ASST Brianza per i quali il loro salto riposo è stato equiparato a quello di  un elettricista in forza all’ospedale”, ha spiegato Cosi.

NEL MIRINO LA STRATEGIA DELLA REGIONE 
Il sindacalista è salito sulle barricate dopo l’ultima uscita dell’assessore regionale Guido Bertolaso che, proprio negli ultimi giorni, ha annunciato l’arrivo in Lombardia entro la fine dell’anno di 200 infermieri dall’Uzbekistan e di 3.500 nuovi infermieri entro il 2027. “Invece di cercare professionisti fuori dall’Italia con uno stipendio del 30% superiore a quello che ricevono nel loro Paese e che quindi non vengono nei nostri ospedali, perché non incentivate gli infermieri che già sono in servizio nei nosocomi lombardi?”, si è chiesto Cosi. È dai tempi della pandemia che gli infermieri vengono osannati. I salvatori del mondo che lavoravano (e lavorano) senza sosta, saltando i riposi, dovendo coprire malattie e carenze all’interno dell’organico. E quando la categoria alza la voce - è stata la riflessione del sindacalista - ci sono i cosiddetti sindacati generalisti che cercano di zittirli, per tenersi buoni tutti gli altri lavoratori.
“Proprio come è successo negli ospedali brianzoli. E mi piacerebbe che l’assessore Bertolaso riflettesse su quello che sta succedendo in Brianza ai suoi infermieri. Mentre, caro assessore - ha proseguito Cosi rivolgendosi a Bertolaso - lei cerca professionisti in Asia e Sudamerica, qui i suoi infermieri vengono trattati alla stregua dei manovali. Senza, naturalmente, alcuna offesa nei confronti di chi svolge un lavoro utile e prezioso. Abbiamo chiesto incentivi diversificati per il salto riposo, ma i dirigenti da lei scelti e messi a capo degli ospedali hanno accolto favorevolmente le proposte dei sindacati generalisti che non differenziavano il salto riposo. E quel salto della giornata di meritato relax, dopo turni estenuanti, viene equiparato a quel mancato giorno di riposo dell’elettricista dell’ospedale o di un amministrativo”.

"UNA PROFESSIONE SVILITA, A DISPETTO DELLE BELLE PAROLE"
Una professione svilita, umiliata e che cozza con quegli striscioni che, neanche cinque anni fa, osannavano gli infermieri. Ma cozza anche con le parole dell’assessore che continua a portare su un piatto d’argento una professione che, ad oggi, sembra che in Lombardia nessuno voglia fare. “Caro assessore – ha concluso il segretario regionale del Nursind - tra poco ci sarà il taglio del nastro del nuovo blocco dell’Irccs di Monza. E dove li prendete gli infermieri? Non ce ne sono adesso che il blocco è chiuso… Dovremo aspettare quelli dall’Asia?”.


 

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