17 Febbraio 2026

Le liste d'attesa e l'Organismo di verifica desaparecido

Salutequità accende un faro sulle sorti dello strumento a presidio dell'assitenza sanitaria: "Se da una parte le norme ne hanno stabilito l'istituzione 18 mesi fa dall'altra si sa poco o nulla della sua concreta operatività"

Di NS
Le liste d'attesa e l'Organismo di verifica desaparecido

Perché liste di attesa e intramoenia restano un problema? E' l'interrogativo che solleva Salutequità. Non il solo, dal momento che l'associaizone si chiede anche che fine abbia fatto l’Organismo di verifica e controllo dell’assistenza sanitaria con poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni.
"I recenti dati diffusi dal Nas riguardo agli illeciti accertati nel 2025 in materie di liste di attesa e attività libero professionale intramuraria (Alpi), riaccendono le luci sull’assoluta necessità di un’attività di controllo e verifica, più forte, stringente, efficace e continuativa, delle istituzioni centrali nei confronti di quelle regionali e locali.
Ad oggi, infatti, l’unico sistema istituzionale di valutazione della capacità delle Regioni di garantire l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza, cioè il Nuovo sistema di garanzia dei Lea (Nsg), ha un solo indicatore 'core' sulle liste di attesa. Come dire che le liste di attesa in questo sistema non rappresentano il vero banco di prova per le Regioni". sono queste le conclusioni cui arriva il presidente di Salutequità, Tonino Aceti.
"Inoltre -continua -, se da una parte è stata attivata la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa, dall’altra questa risulta ancora essere lontana dal garantire il livello di trasparenza che chiedono i cittadini e che servirebbe per introdurre un reale benchmark tra Regioni per il miglioramento delle loro performance: infatti, ad esempio, ancora non vengono pubblicati dati per Regione o ancora meglio per Asl, e quindi oggi i dati visibili ai cittadini sono solo medie nazionali". 
Infine, "se il decreto legge 7 giugno 2024, n. 73 (convertito in legge) ha correttamente istituito, ormai da oltre 1 anno e mezzo, l’Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria, con l’obiettivo di verificare anche il rispetto e l’attuazione da parte delle Regioni e delle Asl di tutte le norme in materia di liste di attesa, della sua concreta attivazione e operatività se ne sa ben poco, o meglio se ne sono perse le tracce".  

ORGANISMO DI VERIFICA E CONTROLLO SULL'ASSISTENZA SANITARIA: LO STATO DELL'ARTE
Se da una parte - ricostruisce Salutequità - le norme ne hanno previsto l’istituzione ormai circa diciotto mesi fa, hanno precisato la composizione dell’organico di personale, hanno stanziato fondi ad hoc già dal 2024 e nell’agosto del 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale anche il Dpcm che ne disciplina le modalità e le procedure per l’esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni inadempienti, dall’altra poco o nulla si sa della sua concreta attivazione e operatività, dell’attività sin qui svolta, del suo organigramma, dei suoi riferimenti e delle complessive attività svolte in sostituzione delle amministrazioni inadempienti (è prevista una relazione ad hoc entro il 10 gennaio di ogni anno). Dell’Organismo di verifica e del suo direttore generale non sembrano esserci notizie,  neanche guardando all’interno della sezione Organigramma del sito del Ministero della salute.
Eppure, tira le somme Salutequità, "l’attivazione e la piena operatività dell’Organismo di verifica è fondamentale per cambiare in pratica lo stato delle cose e anche per non sprecare la grande mole di dati prodotti dal sistema informativo nazionale sulle liste di attesa, sviluppato proprio con la creazione della Piattaforma nazionale. Fare affidamento solo sullo straordinario lavoro del Nas potrebbe non essere sufficiente".

 

I COMPITI DELL'ORGANISMO FISSATI PER LEGGE
L'art. 2, comma 1, del decreto legge 7 giugno 2024, n. 73 sulla riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie, poi convertito con legge 29 luglio 2024, n. 107, prevede l’istituzione, presso il ministero della salute, dell’Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria, operante alle dirette dipendenze del ministro della salute. L’Organismo ha, per legge, il compito di rafforzare il sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, di garantire la tempestiva e corretta attuazione da parte delle Regioni delle norme previste dal decreto sulle Liste di attesa e quindi di promuovere e assicurare la piena ed efficace tutela degli interessi dei cittadini. 
L’Organismo può inoltre esercitare il potere di accesso alle agende di prenotazione delle strutture sanitarie, per una verifica e analisi delle disfunzioni emergenti, nonché il potere sostitutivo a fronte di ripetute inadempienze da parte delle Regioni nell’attuazione delle norme sulle liste di attesa.
L’organismo di verifica, stando alla legge, dovrebbe essere costituito da un ufficio dirigenziale di livello generale e quattro uffici di livello dirigenziale non generale, di cui tre di struttura complessa. Inoltre, può contare su un contingente di 20 unità di personale non dirigenziale, da reclutare negli anni 2024-2025.
Per il funzionamento complessivo dell’Organismo di verifica la legge ha stanziato euro 1.369.777 per l'anno 2024 ed euro 2.659.595 annui a decorrere dall'anno 2025.


I POTERI SOSTITUTIVI
Dopo l’accesa e lunga dialettica tra il ministero della Salute e le Regioni, finalmente ad agosto 2025, con circa 10 mesi di ritardo rispetto alla scadenza prevista dal decreto-legge, è stato emanato il Dpcm sulle “Modalità e procedure per l'esercizio dei poteri sostitutivi riconosciuti all'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria”. 
Secondo il Dpcm dal momento della segnalazione dell’inadempienza al momento del reale esercizio del potere sostitutivo da parte dell’Organismo nazionale di verifica e controllo possono trascorre anche 4 mesi. Un periodo di tempo decisamente troppo ampio e incompatibili con i tempi delle liste di attese prospettati ai cittadini per l’effettuazione delle prestazioni sanitarie.
Infine, l'Organismo deve redigere, entro il 10 gennaio di ogni anno, una relazione sulle complessive attività svolte in sostituzione delle amministrazioni inadempienti da inviare al ministro della Salute. Ad oggi, quindi, ne dovrebbe già essere disponibile una, ma non sembra essere stato ancora pubblicato nulla.

 

 

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