Professioni sanitarie: attività libera e prestazioni nei Lea per gli infermieri
Sono tra le proposte emendative del ddl che toccano da vicino la categoria. Così come i contratti a partita Iva contro gettonisti e carenza di personale. I dettagli
Va avanti l’esame in commissione Affari sociali della Camera del ddl professioni sanitarie. Al momento ballano oltre 200 emendamenti dei 298 presentati e tra questi non mancano quelli che riguardano più da vicino il lavoro degli infermieri.
Tanto per cominciare la modifica che punta a superare il vincolo di incompatibilità consentendo così ai professionisti (infermieri, ma anche ostetriche) di svolgere ulteriori prestazioni al di fuori dell’orario di servizio. Ma non è stato cassato al momento neppure il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche all’interno dei Lea, al fine, come recita la modifca 3.100 della Lega di “garantire l'universalità dell'accesso a tali prestazioni e la loro erogazione omogenea su tutto il territorio nazionale”.
Tra le modifica al disegno di legge anche quella che punta a favorire il reclutamento diretto del personale infermieristico attarverso contratti di collaborazione libero-professionale. Una proposta avanzata dalla maggioranza con due emendamenti, rispettivamente della Lega e di FdI, che ha subito incontrato il plauso dell’Enpapi. Di “un segnale importante per la professione infermieristica”, ha parlato infatti il presidente Luigi Baldini, auspicando che possa essere approvato: “La proposta – ha spiegato – consente al Ssn di reclutare direttamente gli infermieri con partita Iva senza aumentare il tetto di spesa o dover ricorrere ai gettonisti”.
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