"Tempi troppo lunghi". Il bilancio sulle liste d'attesa targato Meloni
La premier in Aula alla Camera: "Non possiamo accettarlo". E lancia un appello alle Regioni: "Facciamo squadra". La segretaria Pd Schlein: "Volete una sanità a misura del portafoglio delle persone"
La sanità, con il buco nero delle liste d’attesa, entra nel discorso tenuto dalla premier Giorgia Meloni durante l’informativa alla Camera sull’azione di governo. La presidente del Consiglio, dopo aver rivendicato “l’azione di governo” e ribadito le cifre del Fondo sanitario nazionale che “raggiunge i 143 miliardi nel 2026, 17 in più rispetto al nostro insediamento”, ha dovuto infatti ammettere che i tempi per le prestazioni “restano troppo lunghi e le differenze territoriali troppo marcate. E questo non possiamo accettarlo perché la sanità è uno dei pilastri della nostra nazione”.
."Avremo presto i dati del sistema di monitoraggio sull'andamento delle liste d'attesa regione per regione. E questo ci consentirà, finalmente, di intervenire in modo mirato ed efficace”, ha poi aggiunto. Prima di chiamare in causa le Regioni, come ha spesso fatto il ministro della Salute, Orazio Schillaci: “Servirà un impegno corale per riuscire a risolvere gli ambiti più critici, perché se lo Stato e le Regioni non lavorano insieme, fianco a fianco, il meccanismo si inceppa e a pagarne le conseguenze sono in ultima istanza i cittadini. Ecco perché voglio rivolgere alle Regioni una disponibilità e un appello: facciamo squadra. Perché l'esito di questa sfida dipenderà dalla capacità che avremo soprattutto di lavorare insieme”. Parole che naturalmente non hanno soddisfatto la segretaria del Pd Elly Schlein che ha subito replicato: “Tra il 2023 e il 2024 con il suo governo gli italiani che hanno rinuniciato a curarsi sono passati da 4 a 6 milioni. Voi volete una sanità a misura del portafoglio delle persone mentre noi quella di Tina Anselmi che curava anche e soprattutto chi da solo non ce la fa”.
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