23 Settembre 2026

"Per otto prestazioni su dieci le tariffe non cambiano"

Il ministro Schillaci rassicura alla Camera sulle spese sostenute dalle famiglie per visite in regime di Ssn. "Per i non esenti, l'impatto è compreso tra 1,1 e 1,5 euro l'anno". Focus sulla prevenzione dei suicidi: "Il Piano non lascerà indietro nessuno"

Di NS
"Per otto prestazioni su dieci le tariffe non cambiano"

“La disciplina dei ticket non cambia. Il tetto massimo del ticket ordinario resta fermo a 36,15 euro”. Lo ha spiegato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, interrogato in Aula alla Camera sulla spesa sostenuta dalle famiglie dopo l’aggiornamento del tariffario per le prestazioni in regime di Ssn. “Per otto prestazioni su dieci - ha continuato - le tariffe restano invariate, a cominciare dalle visite di controllo. Ma soprattutto nulla cambia per gli esenti per età, patologia, reddito che restano tali”.

LA SPESA PER I NON ESENTI
E su chi non è esente? “L'impatto medio - ha spiegato Schillaci - è compreso tra 1,1 e 1,5 euro all'anno per assistito non esente. Non lo dico per minimizzare - ha rimarcato -. Lo dico perché la preoccupazione delle famiglie merita risposte precise, non allarmi”. Quanto all’assistenza protesica per le persone con disabilità, “gli aventi diritto continuano a ricevere ausili e dispositivi senza alcuna compartecipazione alla spesa. L'aggiornamento serve a remunerare in modo adeguato chi li fornisce”.

A BREVE ESTENSIONE NOMENCLATORE CON NUOVE PRESTAZIONI
Infine, “è in dirittura di arrivo finalmente l’estensione del nomenclatore che includerà anche prestazioni nuove ancora non disponibili. Parlo di prestazioni come i test prenatali non invasivi, l’adozione dello screening neonatale della Sma su tutto il territorio nazionale, programmi di screening e di sorveglianza nazionale dei soggetti a rischio eredo-familiare per tumore della mammella e/o ovaio”.

TRE SUICIDI SU QUATTRO RIGUARDANO UOMINI
Quanto al Piano nazionale per la prevenzione del suicidio, il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa ha assicurato che “gli uomini in età lavorativa e gli uomini anziani saranno tra i destinatari espliciti” del documento. Anche perché, come Schillaci ha ricordato, sono i dati che lo impongono dal momento che “circa tre suicidi su quattro riguardano uomini” e che “il rischio cresce con l'età: gli over 70 pesano per oltre un quarto dei decessi”. E soprattutto perché “prevenire il suicidio vuol dire non lasciare indietro nessuno. Nessuna età. Nessun genere. Ed è esattamente la direzione nella quale ci stiamo muovendo”.

SUICIDIO TRA LE PRIME CAUSE DI MORTE TRA I GIOVANI        
Attenzione massima quindi pure ai giovani. “I dati dei servizi e dei pronto soccorso ci dicono quello che sta accadendo: segnalano autolesionismo e tentativi di suicidio anche in giovanissima età, spesso prima che le statistiche ufficiali riescano a documentarli. E tra i giovani il suicidio resta, in Italia come nel resto del mondo, una delle prime cause di morte. Intervenire prima significa questo. Non significa scegliere una fascia di popolazione piuttosto che un’altra”.

L’APPROCCIO SEX AND GENDER BASED
“l L'approccio ‘sex and gender based’ raccomandato dall'Istituto superiore di sanità - ha tirato le somme Schillaci - è il metodo che adottiamo. Uomini e donne presentano frequenze, fattori di rischio e traiettorie di vulnerabilità diversi: un Piano efficace deve tener conto di tutti”.  Per gli uomini, “soprattutto per i più anziani, la sfida è raggiungere chi chiede aiuto meno spesso e più tardi”.

 

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