14 Ottobre 2026

Caregiver familiari, primo ok al ddl. Cosa cambia per chi assiste i cari

La Camera approva il testo del governo: vengono individuati quattro profili in base al tempo di cura, il sostegno economico arriva fino a 1.200 a trimestre. La maggioranza esulta. Il Pd: "Occasione persa"

Di Federico Simoni
Caregiver familiari, primo ok al ddl. Cosa cambia per chi assiste i cari

Primo via libera per il riconoscimento, formale e in parte economico, dei caregiver familiari. La Camera ha approvato in prima lettura, con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti, il disegno di legge sul riconoscimento e la tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari, che era stato varato a inizio anno dal governo e che ora passa ora al Senato. In Italia chi cura un familiare non autosufficiente o con disabilità, fino a ora, non aveva mai avuto un inquadramento nazionale: eppure parliamo di una platea che secondo l’Istat (dati 2024) prevede 4,4 milioni di caregiver di persone conviventi sono circa 4,4 milioni, l’11% del totale dei maggiorenni.

QUATTRO PROFILI, IN BASE AL TEMPO DEDICATO ALLA CURA
Il testo non tratta tutti i caregiver allo stesso modo, ma li distingue in base all’impegno. Come caregiver “prevalente” viene individuato chi vive con la persona assistita, non autosufficiente, e le dedica almeno 91 ore alla settimana (circa 13 al giorno). Poi c’è il caregiver convivente con un carico tra le 30 e le 90 ore settimanali, e quello non convivente che dedica almeno 30 ore. Il quarto profilo riguarda chi assiste, convivendo o meno, tra le 10 e le 30 ore alla settimana. Per essere riconosciuti in una di queste definizioni si passa da una piattaforma dell’Inps, che dovrà essere attiva entro il 2 gennaio 2027. Il caregiver e il suo carico assistenziale verranno poi indicati nel progetto di vita e nel Piano di assistenza individualizzato (Pai) della persona assistita.

SOSTEGNO ECONOMICO FINO A 1.200 EURO A TRIMESTRE
Un sostegno in denaro è previsto soltanto per il caregiver prevalente: fino a 1.200 euro a trimestre. Pochi, secondo le opposizioni; un buon inizio, per la maggioranza di governo. Per averli servono redditi da lavoro non superiori a 3mila euro lordi l’anno e un Isee fino a 25mila euro (tra i 15mila e i 25mila euro l’importo scende gradualmente). Il contributo non è tassato, non conta ai fini dell’Isee, vale per un massimo di due assistiti e si applicherà a partire da gennaio 2027, ovviamente se nel frattempo il disegno di legge sarà approvato in via definitiva.

GLI INTERVENTI DI CURA PER IL CAREGIVER
Chi si prende cura di un altro spesso trascura la propria salute, e il testo se ne occupa. Per i caregiver prevalenti e conviventi, le misure da concordare nel progetto di vita e nel Pai comprendono la sostituzione entro 24 ore in caso di emergenza, oltre alla sostituzione nelle attività di assistenza previste dal Pai. Sono previsti inoltre il sostegno psicologico, le visite a domicilio anche specialistiche, le televisite e i teleconsulti. Gli interventi di cura per il caregiver vanno programmati in raccordo con le strutture sanitarie e sociosanitarie, e a parità di condizioni cliniche è previsto un accesso preferenziale a prestazioni sanitarie e sociosanitarie, per accorciare i tempi di attesa. Le Regioni potranno attivare percorsi formativi gratuiti sulle attività di cura. Le competenze maturate assistendo un familiare potranno inoltre essere certificate, oppure contare come credito formativo per ottenere la qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure dell’area sociosanitaria.

OLTRE 500 MILIONI PER IL 2027-2028
Per chi lavora, il ddl prevede la possibilità di chiedere orari più flessibili o il lavoro agile, la priorità nel passaggio al part-time e il ritorno al tempo pieno quando serve: in questi casi il limite di età del figlio con disabilità per il congedo parentale sale da 14 a 18 anni. Il testo introduce anche una tutela contro le discriminazioni legate all’attività di cura. Il disegno di legge ribattezzato anche “curacari” prevede un investimento di 257 milioni di euro nel 2027 e in 260 milioni l’anno dal 2028, che verrà coperto in gran parte con il Fondo per i caregiver istituito dalla legge di bilancio 2026 e con altri fondi destinati alla disabilità.

LE POSIZIONI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha definito il provvedimento “un segnale forte e concreto per la vita di tante persone che amano, che curano e che non vogliono essere sostituite, ma accompagnate dalle istituzioni”. Ha ringraziato le associazioni e le famiglie e ha aggiunto: “Da qui non si tornerà più indietro, ma si potrà solo andare avanti”. La capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, ha invece parlato di “occasione persa”. A suo giudizio il testo “non stanzia risorse adeguate, limita il sostegno economico a una parte minoritaria dei caregiver e non costruisce una rete di servizi capace di rispondere ai bisogni reali delle persone e delle famiglie”. Braga ha ricordato che 400 euro al mese per 91 ore settimanali di assistenza equivalgono a poco più di un euro all’ora, e ha chiesto servizi garantiti, sostegni adeguati e contributi pensionistici.


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